La Misericordia di Lucilla Giagnoni
Un evento importante nella nostra chiesa per sottolineare l'apertura del anno straordinario di giubileo sulla DIVINA MISERICORDIA. Mercoledì 16 alle… ∞
Martini e noi
Un evento importante domani sera: giovedì 8 ottobre 2015 nella nostra chiesa alle ore 21 Viene presentato il libro curato… ∞
Va prima a riconciliarti
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di… ∞
E’ asceso al cielo
Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel… ∞

VISITARE GLI INFERMI

DELICATEZZA VERSO UN MALATOImmagine anteprima YouTube

Una volta, dimorando Francesco in quello stesso luogo, un frate, uomo di profonda spiritualità e già da parecchi anni vivente nell’Ordine, si trovava molto deperito e infermo. Francesco, al vederlo, ne ebbe compassione. Ma i frati, a quei tempi, malati o sani che fossero, erano sempre lieti e pazienti: la povertà era la loro ricchezza. Nella malattia non ricorrevano a medicine; anzi, volentieri sceglievano quanto contrariava il corpo.
Francesco si disse: «Se questo fratello mangiasse di buon mattino dell’uva matura, credo che ne trarrebbe giovamento». Un giorno si alzò all’albeggiare e chiamò di nascosto quel fratello, lo condusse nella vigna vicina a quella chiesa e, scelta una vite ricca di bei grappoli invitanti, vi sedette sotto assieme al fratello e cominciò a mangiare l’uva, affinché il malato non si vergognasse di piluccare da solo. Mentre faceva lo spuntino, quel frate lodava il Signore Dio.
E finché visse, egli ricordava spesso ai fratelli, con devozione e piangendo di tenerezza, il gesto affettuoso del padre santo verso di lui. (Leggenda Perugina)

 

DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI

 TENEREZZA DI FRANCESCO VERSO UN FRATELLO CHE MORIVA DI FAME 

Nel tempo in cui Francesco cominciò ad avere dei fratelli e abitava con essi a Rivotorto presso Assisi, una volta, sulla mezzanotte, mentre stavano riposando, un frate si mise a gridare: «Muoio! muoio!». Tutti si svegliarono stupefatti e spaventati. Francesco si alzò e disse: «Fratelli, levatevi e accendete un lume». Acceso che fu il lume, il Santo interrogò: «Chi ha detto: Muoio?». Quel frate rispose: «Sono stato io». E Francesco: «Ma che hai? di che cosa stai morendo?». E quello: «Muoio di fame!».
Allora Francesco fece preparare la mensa e, da uomo pieno di affetto e sensibilità, si mise a mangiare con lui, affinché non si vergognasse di prendere cibo da solo. Volle anzi che tutti gli altri frati partecipassero al pasto.
Come tutti i presenti, anche quel fratello si era da poco convertito al Signore, e come loro soleva affliggere il corpo oltre misura. Dopo la refezione, disse Francesco: «Carissimi, vi esorto a studiare ognuno la propria complessione, poiché sebbene qualcuno possa sostentarsi con meno cibo che un altro, voglio tuttavia che colui il quale ha bisogno di un nutrimento più abbondante, non lo imiti in questo. Ciascuno, conoscendo il proprio stato fisico, dia al suo corpo il sostentamento necessario, così che sia in grado di servire allo spirito. Come siamo obbligati ad astenerci dal cibo superfluo che appesantisce il corpo e l’anima, cosi dobbiamo rifuggire un digiuno esagerato, poiché il Signore vuole misericordia e non sacrificio». ( Specchio di perfezione n. 36)
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  1. FRANCESCO INSEGNA COME PRATICARE LA MISERICORDIA CONCRETAMENTE

LETTERA AD UN MINISTRO

(Si tratta di una risposta alle rimostranze che il ministro in questione aveva evidentemente fatto a S. Francesco a riguardo di altri frati che lo angustiavano e gli erano “di impedimento nell’amare il Signore Iddio”).
A frate N… ministro. Il Signore ti benedica!
Io ti dico, come posso, per quello che riguarda la tua anima, che quelle cose che ti sono di impedimento nell’amare il Signore Iddio, ed ogni persona che ti sarà di ostacolo, siano frati o altri anche se ti coprissero di battiture, tutto questo devi ritenere come una grazia.
E così tu devi volere e non diversamente.  E questo tieni in conto di vera obbedienza da parte del Si­gnore Iddio e mia per te, perché io fermamente ricono­sco che questa è vera obbedienza. 5 E ama coloro che agiscono con te in questo modo, e non esigere da loro altro se non ciò che il Signore darà a te. 7 E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori.
E questo sia per te più che stare appartato in un eremo.
E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore ed ami me suo servo e tuo, se ti diporterai in questa ma­niera, e cioè: che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto è possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo perdono, se egli lo chiede;  e se non chiedesse per­dono, chiedi tu a lui se vuole essere perdonato. 11 E se, in seguito, mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo più di me per questo: che tu possa attrarlo al Si­gnore; ed abbi sempre misericordia per tali fratelli.
E avvisa i guardiani, quando potrai, che tu sei deciso a fare così.
(Fonti Francesaane n. 234-36)
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Vi proponiamo alcuni testi francescani che ci aiuteranno a prepararci alla festa di S. Francesco.

Li abbiamo scelti anche tenendo conto che stiamo ancora vivendo il giubileo della misericordia.

Conversione di Francesco di Assisi

Fare misericordia

  1. Francesco in quali termini parlava della misericordia e come la visse?

Poco prima di morire, nel dettare il suo Testamento, l’Assisiate definì momento capitale della propria conversione l’incontro con i lebbrosi e condannò come peccaminosa la condotta da lui tenuta in gioventù: «Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e feci misericordia con essi. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza dell’anima e del corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo». L’inizio della conversione fu così caratterizzato come un «fare misericordia». Da uomo centrato su se stesso – questa fu, nella sostanza, la radice dei suoi peccati giovanili – egli divenne capace di guardare ai problemi degli altri, fino a condividere, anche nelle modalità esteriori, l’esperienza di vita di coloro che ripresentavano, ai suoi occhi, la viva presenza del Cristo nella storia degli uomini.

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Venerdì 14 ottobre inizierà, nella nostra chiesa S. Maria alla fonte (Chiesa Rossa), il corso di preparazione al matrimonio.

Quello che noi organizziamo è un corso intensivo, nel senso che ha l’intento non solo di approfondire il significato del matrimonio cristiano, ma intende offrire ai partecipanti l’occasione di rivedere la propria generale adesione alla fede.

Le coppie che sono interessate a un percorso di questo tipo possono contattarci.

Nella seguente locandina possono trovare le indicazioni necessarie

 

Manifesto corso fidanzati