La Misericordia di Lucilla Giagnoni
Un evento importante nella nostra chiesa per sottolineare l'apertura del anno straordinario di giubileo sulla DIVINA MISERICORDIA. Mercoledì 16 alle… ∞
Martini e noi
Un evento importante domani sera: giovedì 8 ottobre 2015 nella nostra chiesa alle ore 21 Viene presentato il libro curato… ∞
E’ asceso al cielo
Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel… ∞
Come io vi ho amato
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche… ∞

Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. (Gv 14, 23-26)

Ajaccio_Salimbeni_Trinite

Tutte le volte che pronunziamo l’enunciato della nostra fede trinitaria – un Dio in tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo –, rischiamo di farlo diventare una formula algebrica, che ci tiene lontano dal mistero, e colloca la fede in una separazione netta tra sacro e profano. Eppure, la rivelazione trinitaria è proprio il superamento dell’idea del “sacro”, il chiuso dove vivrebbe Dio, e il “profano”, il tutt’altro da Dio, la nostra vita. […] Tutta la rivelazione biblica si presenta come lo spasimo del cuore di Dio per l’uomo. Gregorio Magno voleva che si leggessero le sacre Scritture proprio per imparare a conoscere il “cuore di Dio”: Disce cor Dei in verbis Dei… La Parola di Dio ascoltata è una scuola di conoscenza del cuore di Dio. (B. CALATI)

Durer,_Adoration_of_the_Trinity_01

Siamo, come dice la Scrittura, della famiglia di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il Figlio, Gesù di Nazaret, con la sua obbedienza alla volontà del Padre, con la sua passione e morte, e anzitutto con la sua gloria presso Dio. Questo suo destino esprime e contiene l’amore eterno tra il Padre e il Figlio. Dal Padre e il Figlio, lo Spirito Santo, che è il loro amore, di diffonde nel mondo e nei cuori degli uomini. Lo Spirito amore è uno col padre e uno col Figlio. Il mistero dell’amore trinitario di Dio rivela anche qualcosa del problema più profondo dell’uomo, fatto a immagine di Dio. Il mistero di Dio non è un mistero di solitudine, ma di convivenza, di creatività, di conoscenza, di amore, di dare e ricevere. L’esistenza umana è un poter partecipare a quello che è Dio, ossia all’amore. L’uomo è chiamato ad essere una esistenza d’amore, come quella di Dio. (P.TARCISIO GEIJER)

tr294

Dai fatti, l’identità. Gesù ci ha fatto conoscere la vita intima di questa speciale famiglia: lì c’è un Padre che ama un Figlio, un Figlio che riama pienamente il Padre, e il legame tra i due è realtà così viva da essere una Persona, lo Spirito Santo. Una e identica è la natura divina dei Tre, e quindi è un solo Dio; ma vivace nelle sue relazioni interne da esprimersi in tre vere e distinte Persone. Un “monoteismo” tutto speciale e specifico è il monoteismo cristiano! “Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo – professiamo oggi nel prefazio – sei un solo Dio e un solo Signore, non nell’unità di una sola Persona, ma nella Trinità di una sola sostanza. Nel proclamare te Dio vero ed eterno, noi adoriamo la Trinità delle Persone, l’unità della natura, l’uguaglianza della maestà divina”.

270911_498053453575446_2000985635_n

Ma più sorprendente in questo Dio è la sua scelta di aprire la cerchia della propria privacy per invitare e accogliere altre creature a divenirne partecipi. Un Dio che ha mostrato assoluta gratuità e generosità nell’amarci, quando noi eravamo ancora suoi nemici e peccatori. Un Dio “che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, .. non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?” (Rm 8,31-39). Un Dio, alla fine, “che è AMORE” (1Gv 4,16). “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura – dice Paolo -, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abba!” (Rm 8,15). Papà!, appunto, come un bimbo chiama il suo babbo. Questa è la prima acquisizione dell’anima credente: la serenità e la sicurezza di avere Dio che è Padre, non padrone. Un Dio tutto diverso quindi da quello che hanno ipotizzati le altre religioni. (Romeo Maggioni)

Diapositiva21

Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi». (Gv 14, 15-20)

pentecoste

Lo Spirito Santo diviene per i discepoli sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore del Signore, luce sempre attuale, verità sempre immediata, voce personalizzata per ogni cuore e ogni mente, parola che illumina e converte. Senza lo Spirito di Dio in noi, la Scrittura è un fossile che non parla e anche Cristo appartiene a ieri, ma non più ad un oggi che è sempre nuovo. Lo Spirito Santo è la perenne giovinezza di Cristo. Per Lui Gesù è sempre di oggi e mai di ieri. Per Lui il Signore Gesù è la vita perenne di ogni uomo. Nulla è più necessario al discepolo dello Spirito Santo. Per questo Gesù lo ha versato dal suo corpo trafitto: perché rimanga sempre con noi con tutta la potenza della sua luce, verità, giustizia perfetta. (Movimento apostolico)

ec9e5d4418cddeb916f54861fa51abb5_XL

Con questa grande solennità noi oggi possiamo dire che festeggiamo il Battesimo della Chiesa. Senza la presenza e l’azione incessante dello Spirito Santo la Chiesa non potrebbe vivere e non realizzerebbe il compito che Gesù risorto le ha affidato. La professione di fede nello Spirito Santo è strettamente legata con la professione di fede nella Chiesa.
Abbiamo visto nella prima lettura che lo Spirito Santo ha come compito l’unità. Il brano degli Atti ci dimostra che lo Spirito supera la divisione operata a Babele: quell’orgoglio verso Dio e la chiusura degli uni verso gli altri sono superati; c’è invece l’apertura e l’uscita per portare l’annuncio della Parola.
Lo Spirito Santo, dando forma alla Chiesa, rinvigorisce di forza gli annunciatori del Vangelo; distribuisce all’interno della Chiesa dei carismi a ciascuno non per portare divisione, ma per favorire l’unità. (Michele Cerutti)

cresima

Lo Spirito continua a sorreggere il popolo di Gesù nel suo cammino futuro. Così conduce i discepoli in cammini di verità (8,32), spiegando loro il senso degli avvenimenti futuri. Li aiuta a camminare nel tempo e ad affrontare l’ignoto che avrà bisogno di Gesù, impegnandosi nelle scelte degne della saggezza di Dio: ” (16,12-15) Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. (Raffaello Ciccone)

Pentecoste_w5100

A differenza dei nostri fratelli ortodossi (che nella loro riflessione teologica e spirituale danno molto più spazio allo Spirito), noi cattolici forse siamo poco consapevoli e poco coscienti della portata di questo versetto giovanneo. Noi abbiamo qualcosa che i non cristiani e i non credenti (il “mondo”) non conoscono e non hanno: lo Spirito Santo! Lo Spirito è in mezzo a noi, è in ciascuno di noi, è con noi, così come Gesù era con i suoi discepoli. La sua venuta si attua in una presenza fisica; non lo si vede, ma sappiamo che c’è e rimane sempre e vive in ciascuno di noi senza limiti di tempo e di spazio. Forse noi cattolici non ci pensiamo abbastanza; eppure quante riprove avremmo di questa presenza fattiva dello Spirito, se solo fossimo più capaci di attenzione! (Ileana Mortari)

timthumb

Noi non possiamo che “ricordare”: perché quando ci riferiamo a Cristo, il nostro rimando è a Gesù di Nazaret, esistito, morto, risorto. Quel Gesù che ci è contemporaneo ed è il nostro futuro, è veramente anche il nostro passato. […] Egli è l’ultima, conclusiva Parola di Dio. […] Per questo, un cristiano è una “memoria” di Cristo: non lo inventa, non dice altro che Lui, per quanto a modo suo, senza ripeterlo o copiarlo materialmente mai. Lo Spirito Santo, la sua “Guida”, gli apre la possibilità di diventare, senza paure e senza vergogna, una viva “memoria” di Cristo, richiamandogli “tutto ciò che Egli ha insegnato”, e facendoglielo comprendere ed accettare. La fedeltà con cui lo Spirito Santo rimanda a Cristo (“Dirà quanto ascolta… prenderà del mio per comunicarvelo”: cf Gv 16,13-15) garantisce la fedeltà del rimando a Lui dei suoi discepoli e quindi la possibilità per la chiesa di “evangelizzare” nel mondo. (G. MOIOLI)

ottava-sett

Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. (Lc 24, 46-53)

ascensione4

Inizia su quell’altura la “Chiesa in uscita” (papa Francesco). Inizia con l’invio che chiede agli apostoli, un cambio di sguardo. Devono passare da una comunità, da una Chiesa che mette se stessa al centro, che accende i riflettori su di sé, da una Chiesa centripeta ad una Chiesa che si mette al servizio del cammino ascensionale del mondo, al servizio dell’avvenire dell’uomo, della vita, della cultura, della casa comune, delle nuove generazioni. Una Chiesa rabdomante del buono del mondo, che vuole captare, cogliere e far emergere le forze più belle.
Convertiteli: coltivate e custodite i semi divini di ciascuno. Come faceva Gesù che percorreva la Galilea e andava in cerca della faglie, delle fenditure nelle persone, là dove scorrevano acque sepolte, come con la samaritana al pozzo. Captava le attese della gente e le portava alla luce.
Così la Chiesa, sapendo che il suo annuncio è già preceduto dalla presenza discreta di Dio, dall’azione mite e possente dello Spirito, è inviata al servizio dei germi santi che sono in ciascuno. Per ridestarli. (Ermes Ronchi)

image

L’Ascensione chiude solo l’esperienza terrena di Dio tra noi, ma continua la più grande storia di amore mai scritta o immaginata. E’ il ritorno del Figlio al Padre che, in altro modo, assicura la Sua Presenza, attraverso il dono del Consolatore, lo Spirito Santo. Afferma Papa Francesco: ‘L’Ascensione non indica l’assenza di Gesù, ma ci dice che Egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non è più in un preciso posto del mondo come lo era prima dell’Ascensione; ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi. Nella nostra vita non siamo mai soli: abbiamo questo avvocato che ci attende, che ci difende. Non siamo mai soli”.

Adesso sappiamo che la nostra vita non è un’esperienza di poco conto, senza alcuna speranza nel dopo…. al contrario, anche se può essere o apparire un Calvario, ci conduce ad ascendere con Gesù. (Antonio Riboldi)

02

Con l’ascensione in verità Gesù non lascia la terra. Non abbandona i suoi discepoli. Cambia modalità di essere: da visibile rimane invisibile, ma non per questo la sua presenza è meno reale, meno vera. È la stessa presenza. Cosa cambia, o meglio cosa deve cambiare? Deve cambiare la fede del discepolo, la mente, il cuore, gli occhi. Lui deve vedere sempre Gesù accanto a lui, in lui, avanti a lui e con Gesù dialogare, parlare da persona vivente a persona vivente, da cuore a cuore, da anima ad anima. Con gli occhi dell’anima e dello spirito il discepolo deve sempre camminare alla presenza del suo Signore. Deve sentirlo vivo accanto a lui. Questa fede ora Gesù gli chiede. Con questa fede dovrà andare nel mondo. Camminerà nel mondo, ma sempre dialogando e parlando con il suo Maestro per ricevere da Lui le giuste modalità di agire. In fondo la missione è di Gesù ed è sempre Gesù che dovrà realizzarla in lui. (Movimento apostolico)

UW0NWfh

Il cielo sopra le nostre teste, soprattutto quando è stellato di notte e limpido di giorno, sarà anche affascinante, ma spesso è una comoda scusa: ci mettiamo a contemplarlo misticamente, a venerarlo, a invocare da esso una risposta ai nostri interrogativi, e ci dimentichiamo che abbiamo un impegno con il Maestro, quello di essere suoi testimoni sino ai confini della terra. Senza fretta, certamente: occorre stare a Gerusalemme (ovvero fare memoria del nostro incontro con il Maestro), non farsi troppe domande sui tempi di Dio e attendere pazientemente il dono dello Spirito. Poi, però, bisogna partire, con il cielo nel cuore e lo sguardo rivolto alla terra e alla vita di ogni giorno.

Il cielo, a volte, può essere una scusa, come quando ci attendiamo che dall’alto ci diano ordini o ci dicano che cosa dobbiamo fare, senza prenderci le nostre responsabilità: la potenza dello Spirito è data a tutti, e tutti dobbiamo obbedire a questa forza che irrompe in noi. Attendere risposte dall’alto, che sia il cielo a darcele o che siano gli uomini, è fin troppo facile: e soprattutto, non è ciò che Dio vuole da noi. Per cui, rimbocchiamoci le maniche! (Alberto Brignoli)

spighe_di_grano

“Signore, nostro Dio, tu hai dato te stesso per noi.

Noi vogliamo essere a tua disposizione per essere tuoi, affinché un giorno possiamo possederti

e per ricevere tutto ciò che dai e dare tutto ciò che chiedi, con un sorriso.

Prendi ora tutto di noi, perché ti serva di noi come ti piace, senza tentennamenti.

Prenditi la nostra volontà e tutta la vita

affinché tu possa compiere le tue opere con le nostre mani,

e così un giorno possiamo ascendere in cielo con te. Per sempre.”  (Madre Teresa di Calcutta)

tumblr_nd6f6oo2WX1sw2uhpo1_1280

Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verso lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. (Gv 16, 12-13)

avvisi-mena-25-31052015-5-638

Lo spartiacque della morte e risurrezione di Gesù è fondamentale per comprendere adeguatamente la sua parola e la sua attività (cf Gv 2,22 e 12,16). Per questo è necessario attendere dopo la sua Pasqua, quando il suo Spirito sarà ormai stato consegnato sia dal Crocifisso (19,31) sia dal Risorto (20,22). Entrambi i momenti sono necessari per
comprendere la verità dello Spirito, in quanto lo Spirito non è una nuova rivelazione che si sostituisce o supera Gesù. Lo Spirito non comunicherà altro che la vita di Colui che è morto in croce e di Colui che è il Vivente, ne sarà il suo profeta (cf Gv 14,25-26). Quando la comunità dei discepoli ascolterà la voce dello Spirito, ascolterà niente meno che la voce di Gesù stesso (cf Gv 3,8).  (Gianantonio Borgonovo)

comprendere-la-bibbia-1-parte-4-638

Lo Spirito Santo è lo Spirito del Padre e del Figlio. È lo Spirito che guida il Padre in ogni sua opera sia di creazione che di redenzione e salvezza. È lo Spirito che dall’eternità governa la comunione di amore del Padre verso il Figlio e del Figlio verso il Padre. Nulla avviene nella Trinità se non nella sapienza, verità, comunione, saggezza, intelligenza, luce dello Spirito Santo. Ma anche nulla avviene nella creazione se non per la sapienza e la saggezza dello Spirito Santo. Questa verità è mirabilmente rivelata dal Libro sia dei Proverbi che del Siracide. (Movimento apostolico ambrosiano)

casa

Lo Spirito, dunque, guiderà alla verità tutta intera. E’ Gesù la Verità. Sempre in Giovanni, Egli stesso si definisce “via, verità e vita ” (Giov.14,6), perché Gesù è l’ultima, definitiva parola del Padre, che in Lui ha detto tutto e per mezzo di Lui e in vista di Lui ha creato, riconciliato e ricapitolato tutte le cose (cfr. Col.1,15-20 e Efes.1,10).
E in effetti, come leggiamo in Giovanni 15,15 (“tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi”), Gesù ha detto tutto perché è Lui la pienezza della rivelazione, ma non tutto è subito comprensibile per i discepoli. Sarà lo Spirito santo a far penetrare maggiormente il mistero di Cristo. Lo Spirito non aggiunge nulla di nuovo, perché “dirà tutto ciò che avrà udito” (v.13b – e qui è sottinteso: “da Gesù glorificato”), suscitando e rafforzando la fede in Cristo e illuminando di nuova luce la rivelazione già attuata dal Nazareno, il quale a sua volta non ha fatto altro che ridire ciò che aveva udito dal Padre (Giov.15,15). (Ileana Mortari)

giovani29

“Lo Spirito vi guiderà a tutta la verità” e questo ci aiuterà, via via, a scoprire il cammino poiché compito dello Spirito è guidare nel tempo e affrontare, di volta in volta, fatti e situazioni, problemi e interrogativi.
Si prospettano per Gesù un suo andare ed un suo tornare, vicinissimi l’un l’altro. Direttamente c’è un richiamo alla morte ed alla risurrezione, ma dal Vangelo scaturisce anche un andare al Padre e un ritorno alla fine dei tempi: si delinea il cammino della Chiesa nel tempo.
Nell’attesa ci sarà afflizione, ma non sarà sterile: sarà una sofferenza per una nascita, una preparazione alla gioia. “La vostra afflizione si tramuterà in gioia” (v 20) e, subito dopo, aggiunge: “nessuno vi potrà togliere la vostra gioia” (v 23).  (Raffaele Ciccone)

slide_68

“Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia”. I discepoli di Emmaus, dubbiosi e sconfortati, ripresero coraggio quando “lo hanno riconosciuto nello spezzare il pane” (Lc 24,35). E’ oggi il modo ancora per noi di incontrarlo e riconoscerlo, e radicare in noi la certezza di un incontro.. incantato: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano” (1Cor 2,9). Proprio di gioia piena Gesù ha parlato..: “perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia” (Gv 17,13). Perché “tutti siano una cosa sola; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi” (Gv 17,21); una cosa sola con i Tre di casa Trinità.
“Non vi lascerò orfani” (Gv 14,18). Cristo non abbandona la sua Chiesa, anche in tempi di crisi o di persecuzioni. Certo, la purifica per fare di lei la sua sposa “senza macchia né ruga ma santa e immacolata” (Ef 5,27). “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). E “se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,31); “In tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati” (Rm 8,37). (Romeo Maggioni)

vangelo 9

Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».  (Gv 13, 32-35)

Amatevi-gli-uni-gli-altri

Gesù ha lavato i piedi ai discepoli, anche a Giuda. E se, nel suo cuore si sviluppa il dramma del proprio futuro prossimo che sta vivendo in anticipo, Gesù sa affrontarlo con coraggio e con lucidità e lo circonda di amore e di lode: il dramma che vivrà, dal tradimento di Giuda all’abbandono dei suoi, dai processi al rifiuto del suo popolo ed alla condanna a morte sono racchiusi nella glorificazione del Padre e nell’amore alla sua comunità.
In questa glorificazione che è dialogo amoroso e garanzia reciproca tra il Padre e Gesù si inserisce una raccomandazione che è, essa stessa, una garanzia: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.
Gesù lascia alla nostra libertà ed al futuro del mondo un progetto che garantisce il capovolgimento del male e della violenza. Noi siamo ammalati di paura e di ansietà e continuiamo a sognare un mondo fatto con le nostre mani, ma che si distorce nel conflitto, nella potenza del nostro vincere e nella nostra rassegnazione a non avere mai la speranza della pace.

amatevi gli uni gli altri - small

Gesù ci consegna il segreto: “Amatevi come io ho amato voi”, che fa escludere ogni rivincita,. Il Signore ci consegna al mondo ed alla storia come un popolo che sa amare, disarmato, coraggioso e ricco di una presenza, pur invisibile, di Gesù e della sua esemplarità,
– Ci lascia un parametro consegnato alla nostra libertà: ma il parametro è Lui, senza scorciatoie.
– Ci garantisce che è efficace nella nostra convivenza tra i popoli per quel “come io vi ho amato”.
– Ci offre un comandamento nuovo, non nella formulazione (c’è già in Levitico 19,18), ma è nuovo per l’ampiezza che non deve trovare barriere né sociali, né razziali, né culturali. Perciò ogni forma di diffidenza per lo straniero, l’estraneo, il nuovo deve prima di tutto lasciare spazio ad identificarlo come fratello e sorella, pur con tutte le nostre paure, e insieme alle nostre prudenze.
– Il termine di misura è lo stile e l’amore di Gesù che arriva a dare la vita.
– Il vero segno che identifica i discepoli è il volersi bene. Tutto il resto, fatto di simboli (crocifissi, statue), di gesti, di luoghi sacri, di dichiarazioni non è sufficiente ad identificarci nella storia poiché tutto questo può diventare ambiguo.
(Raffaello Ciccone)

2451259671059_1

Perché definire “nuovo” il comandamento di Gesù? […]
La novità sta proprio in quell’amore di Dio da sempre proclamato dai profeti e ora incarnato e manifestato
nell’amore sino all’estremo con cui Gesù ha amato tutti, persino Giuda e chi, come Giuda, continua a rifiutarlo nella propria illusoria libertà.
L’amore di Dio è un amore che vince persino il rifiuto, l’odio, la morte… senza mai schiacciare la libertà dell’altro. Un tale amore è stato rivelato nella vita di Gesù, sino all’estremo della croce. Questa è la “novità” che in questo anno giubilare straordinario della misericordia abbiamo messo al centro della nostra contemplazione! (Gianantonio Borgonovo)

slide_1

L’Amore mi fece segno di entrare, ma l’anima mia,
colpevole di polvere e di peccato,
indietreggiò.
Allora il chiaroveggente Amore, vedendomi esitare
fin dai miei primi passi,
mi si fece vicino, con dolcezza chiedendo
che cosa mi mancava.
Un invitato, risposi, degno di essere qui.
L’Amore disse: Sarai tu.
Io il malvagio, l’ingrato? Ah mio diletto,
io non posso guardarti.
L’Amore mi prese per mano, e sorridendo replicò:
Chi fece questi occhi, se non io?
È vero, Signore, ma io li ho contaminati:
che se ne vada la mia vergogna, dove merita.
E non sai tu, disse l’Amore, chi si caricò del biasimo?
Mio diletto, allora servirò.
Siedi, disse l’Amore, e gusta del mio cibo.
Così mi sedetti e mangiai.
(GEORGE HERBERT)

GESù E I DISCEPOLI 1